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Tiro con arco
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Come la maggioranza di sport per persone con disabilità, il tiro con l'arco cominciò originariamente come attività di riabilitazione e ricreazione. Questa è una disciplina che rafforza e sviluppa parecchi muscoli e richiede coordinazione, senso dell'equilibrio, destrezza e concentrazione, qualità che vengono incrementate con una pratica costante.
Gli atleti disabili seguono le regole FITARCO (Federazione Italiana Tiro con l'Arco): l'obiettivo è colpire con più accuratezza possibile, attraverso delle frecce, un obiettivo dal diametro di 122 cm, posto ad una distanza variabile (ai Giochi Paralimpici la misura massima è di 70 metri); esiste la specialità individuale e quella a squadra.
Il tiro con l'arco è molto diffuso tra i disabili fisici, che "tirano" normalmente nelle società sportive dei normodotati, raggiungendo anche grandi risultati; l'esempio più eclatante è dato da Paola Fantato, atleta in carrozzina che nel 1996 ha partecipato alle Olimpiadi di Atlanta.
Ma da qualche anno sta prendendo piede anche il tiro con l'arco per non vedenti. Il fatto può sembrare incredibile, ma questi atleti riescono benissimo a centrare il bersaglio, con l'aiuto di una guida e di un "mirino tattile" collegato al polso, che emette un certo suono quando l'arco è nella posizione corretta.
(dal sito del comune di Torino: www.comune.torino.it)
Per approfondimenti si rimanda al regolamento e alle Faq.
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Sport selezionato |
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Tiro con arco |
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